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Presentazione del Programma

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Castrovillari. Nello splendido scenario di Villa Bonifati, nel cuore delle vigne, sarà presentato alla stampa, giovedì 21 febbraio alle ore 17:00, il programma della 61° Edizione del Carnevale di Castrovillari e Festival Internazionale del Folklore. Oltre cento gli appuntamenti spalmati nei dieci giorni della manifestazione carnascialesca in programma dal 24 febbraio al 5 marzo 2019. L’evento è organizzato dalla Pro Loco in collaborazione con la locale Amministrazione Comunale, la Regione Calabria, il Parco Nazionale del Pollino, la BCC Medio Crati, la Gas Pollino , la Provincia di Cosenza, il MIBACT, la F.I.T.P., lo IOV, l’UNPLI, il Comitato difesa consumatori, sostenuta da numerosi sponsor privati, impreziosita da i brand A.C.T. (Ambiente, Cultura, Turismo) e Castrovillari Città Festival.

Si procederà all’accoglienza degli ospiti con il benvenuto e brindisi di Carnevale a cura delle Cantine “Ferrocinto” impreziosito dalle coreografie di Rossana Annicchiarico dell’Accademia “Cuba Danza” che si muoveranno sulla figura di Organtino. Organtino è infatti l’antica maschera della commedia castrovillarese che dallo scorso anno, grazie ai professori Mimmo Martire e Maura Bianchini, che l’hanno forgiata in cartapesta, accompagna il Carnevale di Castrovillari e di cui si hanno notizie già, dal 1635, allorquando venne diffusa la storia di “Organtino” - farsa dialettale di Cesare Quintana- proprio in occasione dei riti carnascialeschi.

Farsa rappresentata presso il Comune di Castrovillari nel febbraio del di quell’anno. Durante la serata verrà consegnato il “ Premio Carnevale” XVI edizione. Premio istituito dalla consulta scientifica della Pro Loco, e assegnato ogni anno a personalità calabresi operanti nel mondo della cultura, politica, arte e economia, che con il loro operato rendono onore e portano alla ribalta della cronaca nazionale ed internazionale, la loro terra di origine. Quest’anno il premio, realizzato al noto orafo Michele Affidato, andrà al dr. Francesco Samengo e al Cav. Filippo Callipo. La conferenza stampa, sarà vivacizzata dai colori delle maschere degli Istituti Superiori che ogni anno impreziosiscono la manifestazione. Dopo i saluti del presidente della Pro Loco Eugenio Iannelli e del sindaco di Castrovillari, Mimmo Lo Polito, il direttore artistico, Gerardo Bonifati, illustrerà il programma.

A seguire gli interventi delle autorità presenti. Una manifestazione, il Carnevale di Castrovillari, la più longeva del Meridione d’Italia. 61 anni senza interruzioni. Riconosciuto dal Touring Club tra i “Carnevali più belli d’Italia”, inserito dal Mibact tra i grandi carnevali storici e di prestigio come Viareggio, Venezia, Putignano, Sciacca, Cento etc. e da quest’anno è entrata a pieno titolo nei grandi eventi storicizzati della Regione Calabria. Un tassello importante per gli organizzatori, una significativa ripresa dell’attenzione sulla cultura a favore di iniziative di valorizzazione di tradizioni, saperi ed espressioni artistiche, a tutto vantaggio del territorio calabrese e di chi opera nel campo della promozione della cultura. La serata si concluderà con l’ospitalità a cura di “Villa Bonifati” attraverso gli allestimenti scenografici di Danilo Di Marco.

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Inizia Il Focus Campania

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61° CARNEVALE DI CASTROVILLARI - FOCUS CAMPANIA - 1° APPUNTAMENTO

E’ giunto alla IV edizione il Festival antropologico dei popoli, XIV Festa delle culture e Carnevale glocale del 61mo Carnevale di Castrovillari- ANNO 2019-incentrato sul Focus Campania. Le attività culturali programmate nella Consulta Scientifica della Pro Loco di Castrovillari, in collaborazione con l’Accademia Pollineana, hanno avuto inizio giovedì 14 Febbraio, ore 9,20, con il XIV Cineforum intitolato a “Carmine Bonifati”, che ha coinvolto gli studenti delle classi IV del Liceo Scientifico (I.I.S. “Mattei-Pitagora-Calvosa”) nella visione, nell’Auditorium della Scuola, del documentario “Libera nos a malo: ‘A Festa ‘e Sant’Antuono di Macerata Campania”, inserita nel patrimonio culturale immateriale dell’ UNESCO. Si tratta della documentazione di uno degli eventi più importanti nel panorama delle feste popolari/religiose della Regione Campania. La sfilata dei Carri di Sant’Antuono, con le Battuglie di Pastellessa con i bottari di Macerata Campania, come è riportato sul sito ufficiale della manifestazione, è uno dei momenti più attesi del folclore casertano e richiama ogni anno un numero sempre maggiore di visitatori interessati ai rituali e alle tradizioni popolari.

Botti, tini e falci vengono percossi armonicamente su carri a forma di barche in onore di Sant’Antonio Abate, dando vita a poliritmie che ricalcano le origini contadine della comunità. Una musica originaria di Macerata Campania, un tempo rione di Capua antica, e che è diventato l’elemento connotativo della festa dedicata a Sant’Antonio Abate, la cui origine secondo la tradizione orale risale al XIII secolo. Il documentario che è stato riprodotto è tratto da "Cartolina per un week-end" realizzato nel 2012 da NTV Viaggi & Sapori. I saluti istituzionali sono stati portati dal ds, prof. Bruno Barreca, che ha sottolineato l’importante funzione che tali iniziative, realizzate anche con il contributo di docenti e studenti, rivestono per la formazione dei giovani che, studiando le radici storiche dei territori e cogliendo la bellezza e l’importanza del patrimonio della tradizione orale ed immateriale, possono costruire con più solide basi i loro necessari contributi nel prossimo futuro che li vedrà sicuramente protagonisti. Presenti anche i parenti del compianto Carmine Bonifati, la sig. ra Lidia D’Afflitto e la prof.ssa Carla Bonifati, già docente della scuola e commossa e coinvolgente sostenitrice dell’impegno dei giovani in tempi apparentemente bui, ma in realtà ravvivati dalla memoria storica e dalla preziosità degli incontri umani incentrati sulla bellezza della condivisione. Sono intervenuti alla manifestazione Eugenio Iannelli e Gerardo Bonifati, rispettivamente in qualità di presidente e direttore artistico della Pro Loco di Castrovillari, che hanno portato un messaggio di apprezzamento per la scuola da sempre in prima linea nel sostenere l’evento carnascialesco, ma anche di grande positività per la carica umana che sa mettere in gioco e la richiesta di ancor più intensa e necessaria partecipazione alle molteplici iniziative che il 61mo Carnevale di Castrovillari è pronto a realizzare, coinvolgendo l’intera comunità, che sarà visitata dai tanti turisti attesi e richiamati dal principale attrattore culturale che il Carnevale di Castrovillari rappresenta.

Ha coordinato l’evento Filomena Bloise (Consulta scientifica Pro Loco e pres. Accademia Pollineana) cui è affidata la direzione culturale del Focus e che ha illustrato le origini storiche del Carnevale, nonché la dinamica culturale del “ribaltamento dei ruoli” e del “mondo alla rovescia” che dai Saturnali latini alla contemporaneità dà voce alla liberatoria dimensione della “festa del caos organizzato” in cui sacro e profano sembrano fondersi e la baldoria, il folleggiamento e la licenza sono pure necessari per arrivare alla purificazione in vista dell’arrivo della primavera ed alla riaffermazione delle regole necessarie alla convivenza civile. Intermezzi musicali sono stati eseguiti dal prof. Giuseppe Lo Polito, che ha divertito e sorpreso il pubblico, in particolare con l’esecuzione della canzone “ Io mammeta e tu”, interpretata in passato da Domenico Modugno. Le letture sono state curate dagli studenti Giuseppe Landi, Katia Ruscelli, Donato Martino ed Alessia Forte, quest’ultima declamatrice anche in lingua napoletana.

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Il Carnevale di Castrovillari è Cultura

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E’ giunto alla IV edizione il Festival antropologico dei popoli, XIV Festa delle culture e Carnevale glocale del 61mo Carnevale di Castrovillari- ANNO 2019-incentrato sul Focus Campania. Le attività culturali programmate nella Consulta Scientifica della Pro Loco di Castrovillari, in collaborazione con l’Accademia Pollineana, avranno inizio giovedì 14 Febbraio, ore 9,20, con il XIV Cineforum intitolato a “Carmine Bonifati”, che coinvolgerà gli studenti delle classi IV del Liceo Scientifico (I.I.S. “Mattei-Pitagora-Calvosa”) nella visione, nell’Auditorium della Scuola, del documentario “Libera nos a malo: ‘A Festa ‘e Sant’Antuono di Macerata Campania”, inserita nel patrimonio culturale immateriale dell’ UNESCO. Si tratta di uno degli eventi più importanti nel panorama delle feste popolari/religiose della Regione Campania. La sfilata dei Carri di Sant’Antuono, con le Battuglie di Pastellessa con i bottari di Macerata Campania, come è riportato sul sito ufficiale della manifestazione, è uno dei momenti più attesi del folclore casertano e richiama ogni anno un numero sempre maggiore di visitatori interessati ai rituali e alle tradizioni popolari. Botti, tini e falci vengono percossi armonicamente su carri a forma di barche in onore di Sant’Antonio Abate, dando vita a poliritmie che ricalcano le origini contadine della comunità. Una musica originaria di Macerata Campania, un tempo rione di Capua antica, e che è diventato l’elemento connotativo della festa dedicata a Sant’Antonio Abate, la cui origine secondo la tradizione orale risale al XIII secolo. Il documentario che sarà riprodotto è tratto da "Cartolina per un week-end" realizzato nel 2012 da NTV Viaggi & Sapori. I saluti istituzionali saranno portati dal ds, prof. Bruno Barreca. Interverranno Eugenio Iannelli e Gerardo Bonifati, rispettivamente in qualità di presidente e direttore artistico della Pro Loco di Castrovillari. Coordinerà Filomena Bloise (Consulta scientifica Pro Loco e pres. Accademia Pollineana) cui è affidata la direzione culturale del Focus. Intermezzi musicali saranno eseguiti dal prof. Giuseppe Lo Polito. Le letture saranno curate dagli studenti.

Nota: Carmine Bonifati

“NESSUN SOGNO E’ MAI SOLAMENTE UN SOGNO” (DA EYES WIDE SHUT DI STANLEY KUBRICK)

RICORDO DI CARMINE BONIFATI

Nato a Castrovillari il 31 Marzo 1946, è stato da sempre legato al suo territorio. Ha costantemente lavorato per il suo sviluppo e la sua promozione. Con estrema professionalità, con dignità e con grande umanità, ha svolto il suo lavoro di DSGA della Scuola, riuscendo a coniugarlo adeguatamente con i suoi molteplici interessi. Grande appassionato dell’arte cinematografica, è stato promotore di circolo di “Cinema d’essai” e di molte altre iniziative nel settore. Avido lettore, curioso di tutto, sempre impegnato sul piano sociale e politico, intellettuale militante, uomo di cultura a tutto tondo. Ha amato la famiglia, gli amici, la sua gente, la vita. Un crudele destino lo ha colto-sul campo- il 22 Marzo 2005. Gli è stata intitolata l’Aula Audiovisivi della Scuola - Istituto Comprensivo “Ernesto Koliqi” di Frascineto (CS), sotto la dirigenza del prof. Pietro Maradei. Così lo ricorda la figlia Francesca: "Il cinema ha preso per mano il mio papà e non lo ha più lasciato. Era piccolo, quando con mia nonna s'incantava davanti alle immagini e al racconto delle storie, sullo schermo di un cinema che non esiste più: il Cinema "Roma", che io, bambina, immaginavo dai racconti di mio padre. Con la mano stretta nella mia, ha portato anche me in quel mondo incantato e fantastico. Il mio primo ricordo cosciente è di quando mi portò a vedere "Biancaneve" all' "Ariston" -avrò avuto quattro o cinque anni- e poi "E.T.", "Frankestein junior", "The Elephant man"...e da allora la sua malattia ha contagiato anche me. Ho vissuto tra immagini dei posters dei films che hanno popolato le pareti della nostra casa e tra migliaia di videocassette e libri che riempivano la sua libreria. Una passione ed un sogno, quello di papà per il cinema, tanto da spingerlo ad aprire prima una piccola saletta, il "Cineclub" e poi l' "Atomic cafè". Impresa ardua in quegli anni...ma lui ci ha creduto. Sempre! Amore per il cinema, quello che fa sognare ma non sa ingannare, proprio come lui-e chi lo ha conosciuto lo sa- che è stato così: vero ed autentico, alla ricerca costante di un mondo più giusto e solidale, con lo sguardo rivolto sempre ai più deboli, gli stessi sentimenti che ha lasciato a me e a Giovanni. "Nessun sogno è mai solamente un sogno": Vi lascio con queste parole di Stanley Kubrick, uno dei suoi registi preferiti". Questo è il quattordicesimo anno del Cineforum che la Pro Loco del Pollino di Castrovillari gli ha voluto intitolare, in occasione del Focus culturale dedicato, anno per anno, al Paese ospite, in questo caso la Regione Campania. L’auspicio che vogliamo fare per questa ricorrenza è che la società tutta, i giovani in particolare, traggano dal suo esempio di vita una lezione di sprone all’impegno ed alla testimonianza civile dello stesso, con coerenza, lealtà, coraggio, consci come siamo, e come lo era lui, citando le parole di uno dei suoi film preferiti, Gruppo di famiglia in un interno, del grande Luchino Visconti, che “ I corvi volano a stormi…l’aquila vola da sola…”

Per chi volesse sostenere l’evento, lo può fare attraverso la “Lotteria del Carnevale”

Il Carnevale di Castrovillari, è organizzato dalla Pro Loco in collaborazione con la locale Amministrazione Comunale, la Regione Calabria, il Parco Nazionale del Pollino, la BCC Medio Crati, la Gas Pollino , la Provincia di Cosenza, il MIBACT, la F.I.T.P., lo IOV, l’UNPLI, il Comitato difesa consumatori, sostenuta da numerosi sponsor privati, impreziosita da i brand A.C.T. ( Ambiente, Cultura,Turismo) e Castrovillari Città Festival.

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Organtino

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La tradizione dell’Organtino, si perde nella notte dei tempi; secondo l’autore della riscoperta, il prof. Giulio Palange, studioso di teatro dialettale calabrese, Organtino nacque, a Castrovillari, nel 1635, e fu il primo testo teatrale in dialetto calabrese. In quell’anno, proprio nel giorno di Carnevale, la farsa venne rappresentata in piazza San Giuliano, antico cuore della città, l’evento coincise anche con la nascita del Carnevale di Castrovillari, oggi considerato uno dei dieci maggiori carnevali della penisola. Il manoscritto di Organtino, conservato per oltre 3 secoli e mezzo, venne trascritto nel 1990 da Palange e pubblicato dalle Edizioni Prometeo di Castrovillari. Lo studioso castrovillarese per primo riuscì a delineare i lineamenti psicologici di questa maschera tratta dal mondo pastorale arcaico della nostra regione, una regione nella quale, ancora più di oggi, la miseria rendeva cattivi, e il successo, oggetto di invidia.

La storia è quella di un pastore che, baciato dalla fortuna, diventa massaro, e, diventando padrone, dimentica facilmente, e con rozza e soverchiante arroganza, le sue origini. I suoi ex compagni, pastori miserabili ed oppressi, diventano sfruttati. Il padrone teme le rivalse degli sfruttati, soffre al pensiero di poter essere derubato nella conta giornaliera delle pecore, degli agnelli, delle ricotte, dei formaggi. E vuole, con cieca determinazione il rendiconto giornaliero. Dall’altra parte, i sottomessi, i pastori che, probabilmente, ridotti allo stremo ed alla fame dall’avida e persecutoria vigilanza dell’intransigente massaro, qualche cosa hanno da nascondere. Con Organtino che presenta i ritmi di una piacevolissima narrazione moderna nell’impianto e nella trama, Quintana riesce nell’intento di descrivere brillantemente un mondo di tensioni sociali, rudimentali ma drammatiche, di ascese e di vendette, di diffidenze e di inganni, di brutale gioco con la vita per un pezzo di formaggio e per un agnello mancante, di sospirate unioni matrimoniali, viste come ulteriore salto di status sociale. Cesare Quintana (metà del XVII secolo – Castrovillari, dopo il 1649) è stato un presbitero italiano.

Biografia

Fu cappellano della Chiesa di Santa Maria del Castello in Castrovillari. Non si hanno notizie biografiche esaustive su di lui ed è conosciuto principalmente in quanto scrisse in versi una farsa in tre atti e un prologo, dal titolo di Organtino[1], in endecasillabi con rima interna al verso.

Il manoscritto, pervenutoci incompleto, è il copione di un'opera teatrale approntata per il Carnevale del 1635 in Castrovillari, e ivi rappresentata in quell'occasione nella piazza della Chiesa di San Giuliano.

Il documento originale è conservato presso la Biblioteca Civica di Castrovillari, Fondo “Miraglia”. L'importanza letteraria di quest'opera del Quintana è data dal fatto che la stessa rappresenta l’atto di nascita del teatro dialettale calabrese.

Nel tempo il manoscritto è stato catalogato variamente: “favola pastorale”, “farsa del Quintana”, .... Il titolo stesso non è stato apposto dall’autore ma fu Leopoldo Pagano nel suo Studi sulla Calabria, dato alle stampe in Napoli nel 1894, a titolarlo “Organtino” dal nome del protagonista L'opera dà principio in Calabria al teatro dialettale d'autore e, ancor più, è il primo, in assoluto, documento letterario in un dialetto calabrese“adulto”.

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